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Quando più persone definiscono l’azienda nella quale lavorano come “una famiglia” vale sempre la pena approfondire e riflettere. Scriverlo nel “CHI SIAMO” di un sito è facile: “…siamo una famiglia”. Facile, ma non sempre vero. E quando è vero è più facile dirlo e scriverlo soprattutto se l’azienda è composta da un nucleo ristretto di persone, molto unite e che lavorano fisicamente fianco a fianco. Ma Alias in vent’anni è cresciuta decuplicando queste persone, arrivando oggi ad avere oltre 160 dipendenti attivi nei vari settori. Ecco allora che la parola famiglia assume un significato ancor più di valore se questo termine viene usato da uomini e donne, persone appunto (ancor prima che risorse) presenti in azienda fin dalla prima ora, ma anche entrate in organico in tempi recenti.

Nella famiglia Alias grande merito va riconosciuto alle donne.

In questa nuova puntata di #Alias20 incontreremo alcune di loro e scopriremo come quel primo “capannone” del 2002 sia attecchito – grazie al fondamentale apporto femminile – e abbia dato vita ad un intero quartiere industriale composto da dieci immobili tra reparti amministrativi, produttivi e logistici.

La D maiuscola contraddistingue le Donne di Alias ma soprattutto la loro Disarmante abilità. E parlando di disarmanti abilità è un piacere incontrare e conoscere Giovanna Frigerio. O meglio incontriamo quella che per tutti è “La Giò” con l’articolo davanti al nome (come si usa da queste parti) e un deciso accento sulla o, un nikname confidenziale e schietto che funziona ancor meglio dal punto di vista fonetico se pronunciato tutto attaccato: “Lagiò”. Come “Laferrari”. La prima a parlarci con convinzione e sincero affetto di un’azienda-famiglia è proprio lei. Servizi generali, manutenzioni, sicurezza. Sono questi i tre ambiti nei quali esercita ogni giorno le sue disarmanti abilità. Disarmanti perché sono tre diverse discipline che richiedono grande competenza (bisogna padroneggiare gli strumenti del mestiere) ed abilità perché effettivamente il carico quotidiano di impegni è cresciuto tantissimo nei suoi 12 anni di lavoro in Alias; le incombenze amministrative, normative e burocratiche sono aumentate a dismisura e bisogna sempre essere pronti ad affrontare nuove sfide, formare nuovi colleghi per fare squadra anche nelle avversità.

“Lagiò” entra in Alias nel 2010 e acquisisce anno dopo anno diverse competenze grazie all’impareggiabile supporto di Claudio Tagliaferri, oggi in pensione, mentore ed esempio per lei e per tanti altri che sono cresciuti in azienda. Anche il fondamentale supporto del Rag. Castaldi così come la puntuale supervisione dell’Ing. Maiori hanno rappresentato un punto fermo nella sua solida formazione. E chissà se il sorriso e l’estrema positività che trasmette Lagiò sono parte dell’eredità di chi ha contribuito a forgiarla professionalmente o se sono caratteristiche innate. Di fatto lei sorride e anche per questo il rapporto con i colleghi è sempre rispettoso, produttivo, sereno e disteso. Del resto la frase che ha fatto sua è: “se i problemi si portano assieme sono meno pesanti”, per tutti.

Giovanna Frigerio, per tutti “La Giò”: il punto di riferimento all’interno di Alias per servizi generali, manutenzioni e sicurezza.

In un’azienda in costante crescita innumerevoli sono le problematiche gestionali che devono essere affrontate e puntualmente risolte, ogni giorno. Un’impresa che guarda al futuro – nata ai tempi del fax ed arrivata sino all’era dei servizi in cloud – deve essere sempre ponta a nuovi scenari. Una delle più recenti soddisfazioni di Giovanna è rappresentata dal grande risultato ottenuto mediante il certosino lavoro di digitalizzazione documentale. Si tratta di un successo corale reso possibile grazie all’impegno di tutto il reparto servizi, trattasi infatti di un’attività sempre in progress. Durante il lockdown lavorare da remoto era un’opzione quasi imprescindibile ma oggi, quell’unico beneficio collaterale del Covid, ha accelerato il processo di digitalizzazione rendendo talune pratiche molto più smart e funzionali. C’è ancora diversa carta nei vari uffici ma ormai quasi tutti i supporti analogici di Alias sono stati trasformati, salvati e resi fruibili anche in digitale.

L’azienda cresce, si evolve e le persone passano – anche molto rapidamente – da un reparto all’altro. C’è intuito e buon occhio da parte di chi organizza il personale nel riuscire ad assegnare le mansioni giuste, anche quelle più sfidanti, alle persone giuste. Occorre visione imprenditoriale e sensibilità umana per valorizzare – al momento giusto – il merito. Sabrina Vernasca entra in Alias nell’aprile del 2003, tramite agenzia, all’età di soli diciannove anni. Passare dal centralino, ovvero dalla reception, all’amministrazione, poi all’ufficio personale sino ad approdare – sei anni fa – alla pianificazione della produzione è un excursus lavorativo che oggi sarebbe considerato anomalo, almeno sulla carta. Ma non in Alias. All’epoca poteva sembrare un azzardo, ma le aspettative sulle capacità e le qualità di Sabrina sono state ben riposte. Sabrina nasce e cresce lavorativamente in Alias, porta sempre la sua impronta professionale e il suo piglio pragmatico in ogni reparto nel quale lavora sino ad arrivare a ricoprire l’attuale ruolo di responsabile della pianificazione, mansione che rappresenta un cardine fondamentale di tutta la filiera della “famiglia” di Settima di Gossolengo. Qui ritorna il termine “famiglia” con un’accezione più semantica. Parlando con Sabrina, mamma di Nicole di 4 anni, scopriamo che, in Alias, negli anni – insieme a numeri, competenze e stabilimenti – sono nati, maturati e cresciuti anche rapporti personali, affettivi e di vita. Molte donne, narra una leggenda aziendale, che hanno occupato un ruolo di accoglienza presso la reception di Alias hanno poi incontrato il proprio compagno proprio in azienda, arrivando anche a costruire un percorso di vita e talvolta di famiglia, tradizionale o allargata poco importa. Quel che conta e che in Alias si sono formate anche delle coppie, così dice Sabrina essendo lei e il compagno testimonianza concreta di questa leggenda.

Sabrina Vernasca, in Alias da quando aveva 19 anni.
Una carriera in continua ascesa che l’ha portata a rivestire il ruolo di responsabile della pianificazione della produzione.

Altri nomi, volti e ruoli come quello di Silvia Fava e Cecilia Scolari sono noti e apprezzati ai più (dai clienti ai fornitori, agli stessi dipendenti e collaboratori) in quanto rispettivamente back-office sales manager e communication manager, così come ci sono diverse altre donne in ruoli strategici, persone che in Alias si sono distinte e prodigate e che continuano a portare avanti con partecipazione ed impegno la loro missione. Donne occupate in svariati reparti, ognuna parte integrante della storia aziendale. Questa puntata di Alias20 è dedicata a tutte loro. Grazie.

Nei prossimi mesi, incontreremo altre figure chiave, commerciali, tecnici e progettisti che hanno contribuito a fare di Alias uno dei player primari del settore delle porte di sicurezza Made in Italy. Se vorrete seguirci sarà un grande piacere condividere la storia dei nostri primi 20 anni.

Grazie a tutti, a presto con altre puntate di “Alias20”.

#aliasblindate #alias #alias20